Titivillus.  	Il demone dei refusi

Titivillus. Il demone dei refusi

by Julio Ignacio González Montañés

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Confesso che il titolo Titivillus. Il demone dei refusi, mi aveva depistato. Ero convinto si trattasse della personificazione laica, tutta moderna, di quel dispettoso e malefico diavoletto che, inviso e temuto come la peste da tutti coloro i quali hanno a che fare con la scrittura e la stampa di ogni genere (libri e giornali soprattutto), si diverte a fare lo sgambetto, a seminare zizzania, creando imbarazzanti equivoci di ogni sorta nei testi, stravolgendo spesso il significato della frase e del discorso. Mi sono trovato invece fra le mani, un delizioso libretto per eruditi vergato da Julio Ignacio González Montañés (Pagg. 68 € 6,00) e pubblicato da una piccola raffinata editrice di Perugia, la Graphe.it che basa la sua politica editoriale sul concetto pubblicare meno per pubblicare meglio. Come dire: pochi libri e per pochi. Idee che non potevano non mandare in sollucchero un libridinoso come me. Rifiutarsi di trattare un libro come una merce qualunque, dedicargli la giusta attenzione, seguirlo nel tempo e non bruciarlo nello spazio sempre più contratto di un mercato divenuto nevrotico e drogato dalla quantità, è un’ottima pratica di resistenza, oltre che un salutare viatico per l’intelligenza. Il demone di cui si tratta nel libro di Montañés, e di cui egli segue le tracce storiche, è noto nelle cronache degli amanuensi e degli scrivani medievali, con il nome di Titivillus. Ma appena si va a controllare la letteratura e la sua geografia, ci si rende subito conto di quante varianti ha subìto questo nome. Varianti che non hanno, tuttavia, alterato nel tempo e nei luoghi la natura della sua origine e lo scopo. L’origine si situa all’interno dell’orizzonte ecclesiastico cristiano, lo scopo è di tipo ammonitorio; uno spauracchio per porre un freno a quella che probabilmente era diventata una vera e propria degenerazione della celebrazione ritualistica. Pettegolezzi, ciarle, distrazioni, comportamenti poco consoni al luogo sacro da parte dei fedeli; omissioni di sillabe, di parole, a volte di brani interi, oltre che di storpiature fonetiche e di suoni incomprensibili da parte dei chierici, durante le messe, la recita delle Ore, la liturgia, e in modo particolare di tutta la funzione omiletica. Possiamo immaginare come alla svogliatezza si unisse anche la stanchezza dovuta alle ripetizioni e alle ore antelucane delle funzioni. Inventarsi un diavolo in grado di prendere nota su pergamene di tutte queste manchevolezze, di questi pessimi comportamenti e abitudini, per esibirli nel giorno del giudizio a cui si è chiamati, poteva essere un efficace deterrente. Come dire: attenti che Titivillus vi osserva, controlla e prende nota, e riferirà a chi di dovere. Un diavolo, Titivillus, che può vantare la conoscenza della scrittura e delle sue regole, e che armato di penna o di stilo, non si lascia sfuggire neppure i refusi e le distrazioni dei copisti al lavoro negli scriptoria. Ammonimento, questo, ancora più severo, perché si tratta di testi sacri e dunque non ci si può permettere errori. Occorre restare vigili, non farsi tentare dal maligno, perché nell’eterna lotta fra il bene e il male, le distrazioni e gli errori sono indotti dal demonio. In questo senso Titivillus svolge una doppia funzione: di controllore, perché sia garantita la corretta trascrizione; di distrattore, perché sia compromessa. In entrambi i casi l’errore come origine diabolica e non umana: In fondo una visione giustificatoria. Nella veste di annotatore dei peccati di omissione lo troviamo raffigurato in alcune pitture murali, capitelli, stampe e incisioni, e se diversi trattati, exemplum e detti edificanti sentono il bisogno di sottolineare questa funzione, possiamo immaginare come certe omissioni e distrazioni fossero diffuse ed andassero stigmatizzate. Nessuna conferma documentaria, invece, della forzatura tutta otto-novecentesca di fare di Titivillus, il patrono della stampa. (Angelo Gaccione, Blog Odissea [1]) [1]: https://libertariam.blogspot.com/2018/07/il-demone-deirefusi-di-angelo-gaccione.html

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